MARVEL IT presenta:

I DIFENSORI

#59

MAI CAPITO PERCHE’ SI CHIAMINO “GUERRE SEGRETE”

 

Riassunto

Dopo essere stati rapiti da Zarrko l’Uomo del Domani, i Difensori sono stati divisi e sparsi in varie epoche…

Miss Marvel e Firelord si sono persi nell’Antico Egitto di Rama-Tut, ma sono riusciti a tornare. Hellcat e Deadpool sono tornati al giorno della prima venuta di Galactus, salvando la Terra ma creando una linea temporale divergente. Hellcat è tornata a casa, mentre Deadpool è rimasto sulla nave del Divoratore di Mondi.

Che fine abbiano fatto gli altri è ancora un mistero…

 

Anni fa, in una galassia lontana

Una donna dalla pelle dorata e i capelli di fuoco vola tra i giganteschi corridoi di una nave grande come una piccola nazione, progettata per servire un essere che è molto più di un uomo o di un comune dio…Galactus.

Lei è nata Frankie Raye, ma da qualche mese a questa parte è Nova, il più recente Araldo di Galactus. E si sente sperduta in questo luogo così alieno. Certe notti il desiderio di volare verso la nativa Terra è fortissimo…anche se oggi, i suoi nuovi sensi cosmici la avvertono della presenza di un altro essere umano.

Non si è ancora abituata al suo nuovo rango, e le occorre diverso tempo per localizzare la posizione del disturbo.

Finalmente lo trova. Nascosto sotto grandi cavi di energia c’è un bozzolo trasparente che contiene un essere umano in costume rosso e nero, posto in animazione sospesa.

Nova concentra le proprie energie sulla mente dormiente dell’uomo… e resta perplessa.

-Padrone ? – chiama sia verbalmente che telepaticamente.

A risponderle è un tuono mentale, la voce di un gigante di trenta metri con lo stomaco pieno delle energie di interi sistemi solari.

-Perché mi disturbi, araldo ? Non ho bisogno di te, al momento.

-Credo di aver trovato qualcosa che può interessarti… chissà chi è questo “Deadpool” e come è finito qui ?

 

Qualche anno dopo

Ai limiti dell’universo, lontano, lontanissimo dalla Terra…

La Valchiria riprende lentamente conoscenza, svegliata dalla pioggia battente che le cade addosso. Si sente confusa e disorientata, ed ha tutti i motivi per esserlo. L’ultima cosa che ricorda è di essersi trovata a Central Park all’interno di un familiare costrutto alieno…poi, nulla.

-Replica ? Dove sei finita ? – chiama a voce alta, non riuscendo a vedere a un palmo dal naso con questa pioggia. Nemmeno il potente Thor resterebbe indifferente ad una simile furia della natura…

-Sono qui ! – risponde la ragazza.

-Ho trovato Carol ! – prosegue la stessa voce a pochi metri di distanza.

Seguendo entrambe le voci, la Valchiria riesce a trovare la ragazza artificiale, o meglio le tre esatte repliche della ragazza. Al centro del terzetto c’è una statuaria donna dai lunghi capelli biondi…ma che non è certamente Miss Marvel.

-Brunhilde…sei molto lontana da Asgard, e stranamente viva.

L’eroina stringe i pugni, rimpiangendo amaramente di aver perso Dragonfang. Il suo primo impulso sarebbe impugnare la fidata arma e decapitare la Donna.

-Incantatrice, se le tue illusioni hanno ferito la ragazza nel modo più…

-Non ce n’è stato bisogno, Brunhilde. La sua mente è una tale tabula rasa che qualsiasi illusione sarebbe praticamente impossibile…

-E’ Carol ! Ha i capelli gialli, vedi ? – sottolinea una delle copie.

-Ora, a meno che tu non voglia attaccarmi mentre la tua amica mortale mi fa gentilmente da scudo, mi risponderai… come avete fatto ad arrivare fino a qui ?

-Abbiamo fatto una passeggiata nel parco – risponde una delle Repliche.

-Non puoi leggere la mia mente per scoprirlo, vero ? – capisce la Valchiria.

-In questo luogo dimenticato da Odino la mia magia è debole… ma posso ancora comprendere che provieni dal futuro. Tu sai dove ci troviamo…e sai già come finirà tutto, vero ?

Alla Valchiria non serve molto tempo per sommare gli indizi. Il teletrasporto a Central Park, il mondo alieno, l’Incantatrice…

-Siamo all’altro capo di Midgard, su quello che verrà chiamato il “Pianeta di Battaglia”…i Vendicatori parlano di questa lotta come delle loro “Guerre Segrete”. Eroi e felloni di Midgard e oltre, portati qui da un misterioso Arcano per combattersi l’un l’altro. Ed ho viaggiato troppo per non sapere quali danni alla storia farei se ti rivelassi l’esito della guerra… perciò desisti dai tuoi intrighi, Incantatrice, e rimandaci a Midgard.

-Credi che se potessi tornare alla favolosa Asgard me ne resterei su questa palla di fango, a combattere dei miseri mortali alla mercé di un pazzo in armatura !? Le maledette macchine di Destino hanno rilevato delle strane energie, ed ha mandato me ed Ultron ad indagare. E’ troppo impegnato con i suoi piani per invadere l’astronave di Galactus per occuparsene di persona, perciò se tu e io unissimo le nostre forze…

-Sei troppo intelligente per credere che un tale piano possa funzionare, Incantatrice. La situazione dev’essere invero disperata se invochi il mio aiuto… Sebbene meriteresti le pene di Niflheim per i tuoi crimini, sarò clemente. Non desidero alterare le sorti di questa guerra; e tu non desideri certo nuovi alleati per gli eroi. Stabiliamo un patto: porta me e la ragazza nel luogo più isolato e inaccessibile di questo pianeta, ed assicurati di lasciarci indisturbate per tutta la durata della guerra…ed io non informerò il potente Thor e i suoi amici mortali delle tue future azioni.

La piogga cade così forte da fare male, e le due donne si guardano negli occhi come se non ci fosse null’altro. Hanno una storia tormentata di alleanze e tradimenti alle proprie spalle… molti più tradimenti, in realtà. Si sentono passi pesanti ed il rumore di piante aliene abbattute senza pietà…

-Destino richiede un aggiornamento, Incantatrice – dice una voce metallica e disumana a qualche metro di distanza.

-Riferisci che non abbiamo trovato nulla, Ultron. Dev’essere stata un’interferenza della tempesta.

La Valchiria e Replica scompaiono in un vortice di fumo mistico, subito dissipato dalla pioggia incessante.

 

Dall’altra parte del Pianeta di Battaglia, la Valchiria e Replica ricompaiono all’interno di una grande grotta dall’aspetto ancora più alieno della foresta.

-Dove siamo ? Dov’è Carol ? – chiede Replica.

-Lontana. Replica… temo che resteremo qui per un po’. La cosa migliore da fare è restare nascoste fino a quando la guerra non sarà finita. Poi cercheremo un modo per tornare a casa, ed aspetteremo il presente.

-Ma a me non piace qui… non mi piace stare sola. Tu e Carol parlavate di “altri”…perché non andiamo ad aiutarli ?

-Perché ho appena giurato di non interferire nella guerra, Replica.

-Oh. Cos’è una guerra ?

La Valchiria si siede su una delle rocce, sospirando.

-Qualcosa che ho visto fin troppo…ho una lunga esperienza ad osservarle senza mai interferire.

 

Pochi giorni dopo

A molti milioni di miglia dalla superficie del pianeta assemblato artificialmente, appare indistinta una costruzione incredibilmente vasta…la casa-pianeta di Galactus, grande quanto un piccolo sistema solare.

Protetto dalla sua armatura, Victor Von Doom cammina tra le meraviglie tecnologiche di questo temibile dio stellare…alla ricerca di qualcosa, qualunque cosa che possa soddisfare la sua inesauribile sete di potere e di vendetta.

Nemmeno la sua mente brillante può comprendere tutto ciò che vede…ma riconosce qualcosa, dimenticato in un angolo dell’astronave.

All’interno di un bozzolo trasparente, un uomo in costume rosso e nero sembra privo di conoscenza…anche se tutto lascia pensare che sia ancora vivo.

-Che cos’è questo ? Un essere umano ? Per quanto sia rischioso attardarmi nella mia ricerca, potrebbe essere importante ! Chi nell’universo, a parte Destino in persona, può essere considerato di così vitale importanza da Galactus da essere custodito nella sua stessa casa ?

Una scarica di energia distrugge il bozzolo, facendo cadere a terra il suo prigioniero.

-Gente…sarà il posto, ma sto morendo di fame…

-Dalle tue parole, è chiaro che provieni dalla Terra…chi sei ? Parla, è un ordine regale ! – minaccia Destino caricando i guanti di metallo con le energie dei generatori atomici dell’armatura; e Deadpool deve averlo capito, perché non fa nessuna battuta.

-Mi chiamano Deadpool ! Sono finito per sbaglio nel passato, e Galactus mi ha fatto prigioniero ! Non uccidermi, Vic ! Che ne sapevo io che quella era un’immagine di tua madre !

-Non ho tempo per i tuoi enigmi… da troppo tempo sono su questa nave ! Galactus potrebbe rintracciarci da un momento all’altro…seguimi, se vuoi vivere.

-Vuoi dire che non ti ricordi…ah già, non ci siamo ancora incontrati ! Almeno una cosa mi va bene, oggi…

-Prima Klaw, ora tu. Sembra che Destino sia condannato ad avere solo stolti deliranti quali alleati, in questa guerra.

La strana coppia continua a camminare per gli sconfinati corridoi della nave, fino a quando non si trovano davanti ad un oggetto che sembra occupare un posto di rilievo.

Una complicata costruzione energetica mantiene sospesa per aria una piccola sfera trasparente, grande il doppio di un pugno umano, all’interno della quale si agitano tre simboli rossi che cambiano forma in continuazione.

-I miei strumenti non rilevano nessuna fonte di energia in questo globo, ma tutto il mio essere non sente che una cosa provenire da questo oggetto…potere puro.

-Assomigliano parecchio a quei Sigilli di cui parlava il tizio con la spada rossa… - ricorda Deadpool.

-I dodici Sigilli del Cielo di Yttr !? – si meraviglia Destino, affrettandosi a distruggere le protezioni e ad afferrare il globo.

-Uh…sì, penso li chiamasse così…non mi piace per niente quello sguardo, Vic…

-Secondo le leggende, chiunque possieda tutti e dodici i Sigilli può ottenere il potere assoluto…ciò che bramavo per conquistare il ben più imponente potere dell’Arcano…

-Uh-oh. Temo che questo sia uno di quei momenti a cui qualcuno si riferirà dicendo “Deadpool, come hai potuto cambiare la storia e condannarci tutti a morte ?”, e mi capita un po’ troppo spesso ultimamente.

-Allora Destino ti concede un meritato riposo…eterno.

Deadpool si sposta per evitare un raggio energetico, che non arriva. Invece, tutto il corpo del Dottor Destino è avvolto da una potentissima nube di energia cosmica, che lo scaglia immediatamente fuori dalla casa-pianeta.

Il globo trasparente cade a terra, rimbalzando ma non rompendosi. Deadpool lo afferra, perplesso.

-Ooookay. Chissà perché non penso che fosse quello che voleva fare…la fortuna comincia a girare, vedo !

Un secondo dopo averlo detto, Deadpool viene violentemente scaraventato fuori dalla nave per atterrare, senza troppa delicatezza, sul Pianeta di Battaglia.

 

Giorni dopo, sul Pianeta di Battaglia

La Valchiria lascia la presa sul grande macigno che ha appena spostato, e si asciuga il sudore sulla fronte. Davanti a lei scorre ora un piccolo ruscello d’acqua, che adesso collega due fiumi sotterranei che scorrono vicini alla grotta.

Tre corpi di Replica siedono in vari punti dell’improvvisato rifugio, tacendo e guardando la roccia aliena che cambia lentamente e costantemente colore.

-Non hai sete ? – chiede l’asgardiana, rinfrescandosi il volto con l’acqua ghiacciata.

-Cos’è la sete ? – è la risposta.

-E nemmeno fame, dopo tutto questo tempo. Nottolone diceva che il tuo corpo è più simile a un batterio o a una pianta che a un mortale… forse ti cibi dell’aria stessa e della chiara luce del sole.

-Non lo so. Per quanto dovremo restare qui ?

-Anni, probabilmente. Temo di non ricordare a quanto tempo fa risalgano queste Guerre Segrete… e nonostante i nostri passati alterchi, dovremmo cercare di spendere questo tempo per conoscerci.

-Oh. Perché ?

-Tu non ricordi nulla di chi o cosa sei, Replica. Non desideri la conoscenza ?

-Dovrei ?

La Valchiria è spiazzata dalla domanda, e riflette prima di continuare. Si siede vicino a una Replica, e subito le altre due si avvicinano per ascoltare.

-Sei stata creata come arma senza cervello, Replica, e sto tentando di comprendere se puoi essere di più. Che cosa desideri, Replica ?

-Voglio restare lontana dal laboratorio.

-Il laboratorio della Fabbrica di Carne ? Che cosa ricordi ?

-Che non mi piaceva. Non ci voglio tornare; mi piace qui. Ma ci starebbe bene una pianta.

-Sei invero un… Aspetta. Odo dei colpi alla parete…

Infatti, qualcosa sta cercando di farsi strada attraverso le tonnellate di roccia che l’asgardiana ha spostato all’ingresso della grotta. Si avvicina per capire di che cosa si tratti, quando sente un rumore che non si aspetta: un beep.

 

La parete esplode, investendo la Valchiria di detriti. Le tre Replica si abbracciano per ripararsi, scindendosi in sei versioni identiche e altrettanto spaventate.

-Tesooooro, sono a casa !

La Valchiria ha tristemente riconosciuto la voce, ed è pronta a balzare in piedi all’attacco quando la polvere si dirada. Davanti a lei c’è Deadpool, il cui costume è piegato per lasciare scoperte le braccia e metà gambe. Ma soprattutto, è senza maschera.

I due si guardano per qualche istante. Lui non si aspettava di certo di trovare nessuno qui dentro, nonostante la battuta. La Valchiria non sapeva che il volto del mercenario fosse così orribilmente sfigurato.

-Eh. Scusa, stangona. Se avessi saputo che eri qui, ti avrei chiesto prima di spogliarti…

La frase non è pronunciata con la solita irriverenza, ma con un certo imbarazzo mentre il mercenario si sbriga a rimettere la maschera e risistemare il costume.

-Che cosa ci fai qui, Deadpool ? – chiede la dea, con molta meno arroganza degli ultimi incontri con l’uomo dalla parlantina assurdamente veloce.

-Siamo nel bel mezzo del deserto, cercavo solo un posto all’ombra e i mostri nelle altre caverne non portavano la sesta. Tu, invece ? Un po’ lontana da Asgard…

-L’esplosione della Fornace Cosmica di Zarrko ci ha rimandato indietro nel tempo… anche tu, suppongo ?

-Sì, le solite cose… sono finito a combattere Silver Surfer la prima volta che è capitato sulla Terra creando una nuova linea temporale da cui poi sono stato mandato via finendo sulla nave del nostro Galactus dove sono stato tenuto in stasi per anni fino a quando il Dottor Destino non mi ha liberato facendo sì che Galak mi rispedisse sul pianeta in mezzo al deserto e ci incontrassimo permettendomi di usare con questo riassunto la frase più lunga che io abbia mai pronunciato in vita mia e devi ammettere che non sono esattamente uno che parla per monosillabi.

-Ciao – risponde Replica.

-Che ne è degli altri Difensori ?

-Oh, la gattina stava benone… l’ho lasciata ai Fantastici Quattro di quella linea temporale, immagino che l’abbiano rimandata a casa. Noi però siamo a uno zilione di anni-luce e mezza dozzina di anni-normali da casa, nessuno sa che siamo qui, non abbiamo modo di tornare da soli senza incasinare il tempo, non abbiamo assolutamente niente che ci tenga impegnati, e chiaramente si è formato un certo feeling tra…

-Che stai nascondendo dietro la schiena ?

-Oh…niente…solo un piccolo souvenir…

La Valchiria non si lascia ingannare, ed afferrando con forza il braccio sinistro di Deadpool lo costringe a mostrarle il “souvenir”: un globo di energia.

-Questo dove l’hai preso ? Non lo avrai rubato a Galactus per rivenderlo al miglior offerente una volta su Midgard, vero ?

-Whoa, whoa, calmati un po’ stangona ! Sono un mercenario, un assassino e un ladro, ma non vuol dire che tu mi possa dare del… uhm… forse mi sono perso…

-Sapevo che non ci si poteva fidare di te ! Come hai accettato denaro per l’immonda Fabbrica di Carne, saresti capace di ogni…

-Non lo sapevo, okay !?

Deadpool si libera della stretta della Valchiria, massaggiandosi il braccio mentre continua.

-Non sapevo volessero conquistare il mondo ! Mi avevano detto di aver bisogno di alcuni campioni genetici per poter debellare la prostituzione… non di voler schiavizzare l’umanità con dei super-cloni, okay ? Era una buona causa e pagavano bene…e male che andava, qualche eroe li avrebbe sconfitti.

Le varie Replica si alzano in piedi, avvicinandosi curiose al globo al cui interno fluttuano ben tre Sigilli. Solo una di esse guarda Deadpool.

-Finché non ho visto i cloni. Sono bambine, stangona… mentalmente non superano i quattro anni. E la Fabbrica vorrebbe usarle per far sfogare tutte le peggiori perversioni dell’umanità…

-Questo che cosa ha a che fare con il globo ? – chiede la dea, ancora scettica.

-Un sigillo è bastato per darle il controllo del suo potere di replicazione…ho pensato che forse, con quattro, potrebbe prendere il controllo della sua vita.

La Replica originale, se così si può chiamare, si avvicina al globo e lo tocca. Immediatamente dal suo corpo si solleva una nuvola di energia rossa, ed il simbolo rosso sul suo costume organico si sposta all’interno del globo.

La Valchiria stringe gli occhi fissandoli su Deadpool, che alza le spalle.

-Ehi, io ho detto “potrebbe”…

 

C’è una potentissima scossa di terremoto, tanto che persino l’aria sembra vibrare sotto possenti colpi. I presenti non hanno nient’altro da fare che guardarsi attorno sconcertati, prima che una seconda scossa sia seguita a meno di mezzo secondo da una terza e poi da una quarta.

-Che cosa sta succedendo ancora !? – è esasperata la Valchiria.

La grotta inizia a crollare, anzi a sbriciolarsi. Le centinaia di tonnellate di roccia che formano la montagna sulle loro teste diventa rapidamente polvere, e solo pochi grossi archi rocciosi riescono a resistere.

La Valchiria ne sorregge uno, bloccando la caduta di una vera e propria slavina di sabbia, ed ordinando:

-Correte fuori ! Si sta spezzando !

-L’ultimo che arriva è una vittima di un pianeta alieno ! – dichiara Deadpool correndo a più non posso con il globo sotto braccio.

Lo seguono a poca distanza quattro Replica, che si fermano poco dopo guardandosi attorno smarrite.

-Non riesco più a tenerla ! Devi andartene ! – insiste la Valchiria.

-Dove sono ? Non riesco a trovarmi ! Perché non rispondo ? – si chiedono le varie Replica, dividendosi per continuare la ricerca.

L’arco di roccia si rompe per l’eccessiva pressione, lasciando alla Valchiria soltanto il tempo di un ultimo poderoso salto che la porti il più possibile fuori dalla grotta.

Rischia di essere sepolta sotto il crollo, ma Deadpool l’aiuta con fatica ad alzarsi giusto in tempo.

In cielo, il sole di questo pianeta è solo un piccolo puntino sbiadito rispetto all’astronomica quantità di energia cosmica che sta conducendo una battaglia molto oltre l’umana comprensione.

La sua forza è tale che il sole sembra spegnersi ed il Pianeta di Battaglia svanire in una nuvola di fumo, e Brunhilde si ritrova a pregare Odino… sicura di smettere di esistere con l’ultima, inimmaginabile esplosione di luce in cui è concentrato il potere di annullare una galassia.

Poi apre gli occhi.

Il deserto è sempre lo stesso. L’altissima montagna è stata rimpiazzata da un cumulo di sabbia variopinta. Il cielo è calmo e sgombro di nuvole.

Deadpool alza la testa dalla posizione rannicchiata in cui si trovava, il fiato corto.

-Che è successo !?

-Qualcuno ha perso la guerra – comprende la Valchiria.

 

Ore dopo. Brunhilde sta ancora scavando tra i detriti, e Deadpool è seduto a terra stringendo a sé il globo e continuando a recitare la sua litania:

-Voglio tornare a casa…con un triliardo di dollari…voglio tornare a casa…con un triliardo di dollari…voglio tornare a casa…

-Ne servono dodici – lo interrompe la donna, senza smettere di scavare.

-…con un triliardo di… cosa ?

-I Sigilli. Ne servono dodici per l’onnipotenza. Ne hai solo quattro, non può funzionare.

-Neanche quello che stai facendo tu, ma uno ci prova sempre.

-Replica è molto diversa dai mortali…è probabile che sia sopravvissuta…

-Se è così verrà fuori da sola. Non abbiamo tempo per questo…cioè, tu sì, ma io le razioni d’emergenza le ho finite.

-Non ti lascerò alterare il corso della storia per i tuoi loschi fini.

-Anche se dovessi morire di fame ?

L’ultima domanda fa sì che la dea si fermi. Solo quando lo fa capisce di essere stanca…anche il suo fisico asgardiano ha dei limiti. Ha fame.

-Hai ragione. Interferire con la storia sembra inevitabile, in questo momento.

-A proposito…io non so molto di quello che è successo in queste Guerre Segrete. Sai, i cattivi non sono molto affezionati a quello che è successo. Il pianeta non esploderà, vero ?

-Non che io sappia. Rammento poco di quanto mi hanno raccontato in proposito.

-Già che ci sono, c’è una cosa che ho sempre voluto chiederti… si può sapere perché tutti gli dei parlano in modo assurdo !?

-Di che vai cianciando ?

-Visto ? “Rammento”… ”cianciando”… ”dicoti”… okay, siete gente all’antica, ma non parlate mica in vichingo o normandio o quello che è.

-Non ho intenzione di accettare lezioni su come parlare normalmente da Deadpool.

-Touché…allora, che si fa ?

-Dato che sembra impossibile evitare di alterare la storia, propongo di contattare gli eroi di quest’era e di usare il loro stesso metodo per tornare a Midgard. Immagino che sia stato il potere del mitico Thor, o forse l’ingegno di Mister Fantastic. Non immagino altro mortale capace di gesta simili…

In risposta, in mezzo al deserto esplode un bagliore di luce purissima che si solidifica in un’armatura verde e argento.

-Perché egli non è più un mortale.

I muscoli della Valchiria scattano, pronti all’azione, mentre Deadpool si inginocchia a baciare gli stivali cromati del nuovo arrivato.

-Il Dottor Destino !!!

-Tipregononuccidermigiurochenonhoappiccicatoioquelchewinggumaltuomantello !

-Non so come hai fatto a scoprire la nostra presenza, Destino, ma…

-Io sono Destino, Brunhilde. Mio è il potere assoluto dell’Arcano, più grande di tutte l’energia dell’universo. Mia è la conoscenza assoluta, nemmeno la più insignificante particella può sfuggire al mio sguardo anche ad universi di distanza… ora che ha requisito il potere supremo, Destino è l’alfa e l’omega, il principio e la fine, la suprema incarnazione dell’indomabile spirito umano che ha annichilito ogni resistenza e schiavizzato ogni potere.

-E che è anche un po’ megalomane… - sussurra Deadpool.

-Quindi che cosa vuoi da noi, Destino ? Conosco la grandezza del potere dell’Arcano che hai rubato, tanto che persino Thor fu atterrito dalla sua vastità, ma non esiterò a combatterti se è questo che…

-Combattermi ?

In rapida successione la Valchiria invecchia fino ad essere poco più di uno scheletro, poi diventa una statua di vetro, una creatura amorfa, e infine una formica.

-Io sono l’Assoluto, Valchiria. Posso far sì che tu non sia mai nata, posso esiliarti alla fine del tempo, posso tramutare l’universo in un buco nero che ti inghiotta per l’eternità, posso renderti mia schiava dalla devozione incrollabile o ridurti a un’infinità di tormento e dannazione. Posso farti soffrire in modi così sovrumanamente crudeli che la tua mente non può nemmeno iniziare a comprendere, infinitamente nei secoli dei secoli. Potrei…

Deadpool osserva Destino, impietrito. Aveva sentito delle storie su quello che era successo su questo pianeta…ma tutte impallidivano rispetto alla realtà.

-Potrei, ma Destino è superiore a queste piccole cose.

La Valchiria ritorna al suo vero corpo, atterrita. Non ricorda di essersi sentita così impotente.

-Quindi, perché questa visita ?

-Perché voi due siete un elemento esterno nell’universo che ora è terra di Destino. Nel mio stato attuale, governarlo mi darebbe la stessa soddisfazione che voi avreste a governare delle formiche…anzi, semplici virus. Non desidero che pace, e voi dovete andarvene.

-Non…non sai che cosa succederà, vero ? – chiede la Valchiria.

-Io sono Destino, ma questo potere mi è nuovo. Qualunque cosa mascheri le vostre menti è al di sotto del mio potere, ma mi occorrerebbe tempo per superare queste difese… e sono un dio troppo impegnato per perdere tempo in queste bassezze. Ma mi ricorderò di questo inconveniente, statene certi.

-E Replica ? – chiede Deadpool.

-Destino non muove guerra ai bambini. Ora sparite.

Con un distratto gesto della mano guantata, i due viaggiatori del tempo sono avvolti da un bozzolo di luce purissima…

 

Anni dopo

Richmond Laboratories, Terra

Una piattaforma temporale si abbassa rapidamente, facendo apparire in mezzo alle macerie una donna volante e un uomo dalla testa in fiamme.

-…più di sentire le tue lamentele !!! – urla Firelord, finendo una frase iniziata cinquemila anni prima.

-Senti, se tu mi fossi stato ad ascoltare, avremmo riportato a casa il rigeneratore del nervo ottico !

-Guarda che è solo merito mio se non abbiamo causato una infinità di paradossi temporali ! Giuro, se non fossi obbligato ad aiutarti a rintracciare i tuoi compagni di squadra…

Una piattaforma temporale si materializza sopra le loro teste, forzandoli a farsi da parte. Il rettangolo luminoso scende rivelando una giovane donna dai capelli rossi che indossa un costume verde con minigonna e una maschera gialla.

-Hellcat ? Che ci fai con il costume di Marvel Girl !? – chiede Carol Danvers.

-Bene, sembra che i tuoi amici abbiamo già un metodo per tornare a casa. Zarrko è già stato sconfitto quindi…addio, non penso proprio tornerò sulla Terra per molto tempo !

L’ex Araldo di Galactus forgia una nuova staffa di potere cosmico tra le proprie mani, e vola verso il cielo come una cometa fiammeggiante.

C’è un lungo silenzio, interrotto da Hellcat.

-Che è successo tra voi due ?

-Incompatibilità di carattere. Come mai il cambio di costume ? Credevo potessi far apparire il tuo a piacere ?

-Anch’io, ma adesso a quanto pare posso solo farlo sparire…e l’ho perso a Central Park. Lunga storia…

-Capisco…ragazzi, che macello abbiamo combinato qui. Speravo fossero rimaste almeno un po’ di apparecchiature…come faremo a rintracciare gli altri !?

C’è un’esplosione di luce, da cui entrambe cercano di ripararsi al meglio.

-Eeee strike !!! Devi ammetterlo, stangona, fare da palla da bowling cosmica è una vera schifezza…

-Silenzio, Deadpool. State tutte bene ? Dove sono Nottolone e il Cavaliere Nero ? – chiede la Valchiria.

-Ancora dispersi, come Replica. Ti vedo diversa…cambiato acconciatura ?

-Contenta di rivedermi, gattina !? Il tuo costumino attillato mi piaceva, ma questa minigonna è anche meglio ! Devi essere uno spettacolo a usarla in combattimento, saltando e calciando in continuazione…

-Speravo…cioè, credevo fossi morto.

-Ora che si fa ? – chiede Miss Marvel – Abbiamo perso l’unico alleato capace di viaggiare nel tempo da solo…per colpa mia, temo.

-C’è qualcosa in questa avventura che non mi torna. Davvero troppe coincidenze… come se ci fosse una mano invisibile a guidarci – riflette la Valchiria.

Improvvisamente c’è un’altra esplosione di luce, da cui appare una piattaforma di marmo circondata da un corrimano d’ebano sospeso a mezz’aria. Ad uno degli angoli fluttua un pannello di controllo pieno di comandi, collegato alla piattaforma da uno spesso filo d’oro.

-Sì, capisco la sensazione – risponde Hellcat.

 

Ai limiti dell’universo, lontano, lontanissimo dalla Terra…

Il Pianeta di Battaglia è deserto da anni, ultimo pianeta in orbita attorno ad una solitaria stella che non dovrebbe esserci.

La sua superficie è composta dai frammenti di molti mondi. Alcuni di essi sono tornati a casa da tempo; non si sente volare una mosca da anni.

Su uno di essi, un grande deserto, c’è una gigantesca montagna di detriti… monumento ad una cosmica battaglia incomprensibile. La sabbia inizia a smuoversi, fino a quando una mano avvolta da una seconda pelle verdastra non si fa accarezzare dalla luce del sole.

Ad uscire è una donna adulta, non più la ragazzina che vi era stata sepolta. I suoi capelli sono cresciuti, ed ora la lunga chioma nera ne copre metà volto.

Si alza in piedi sul mondo alieno, e sulla propria rinascita Replica ha solo due parole da dire:

-Heil Hydra.

 

CONTINUA

 

 

 

Nel prossimo numero: “Sipario rosso”, la conclusione !